Tarassaco
| NO NOME IN LATINO | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| Divisione | Magnoliophyta |
| Classe | Magnoliopsida |
| Sottoclasse | Astridae |
| Ordine | Asterales |
| Genere | Taraxacum |
I nomi comuni “dente di leone” e “soffione” derivano rispettivamente dalla forma dentata delle foglie e dalla caratteristica palla lanosa che contiene i semi. Il nome ufficiale “Tarassaco” proviene dal greco: tarakháō significa “scompiglio” e ákos significa “rimedio”, sottolineando la capacità della pianta di ristabilire l’equilibrio nell’organismo. Il termine popolare “piscialetto” fa invece riferimento alle sue proprietà diuretiche.
Descrizione
Il tarassaco è una pianta erbacea perenne alta dai 10 ai 30 cm, con una robusta radice a fittone. Dalla radice si sviluppa una rosetta basale di foglie semplici, oblunghe, lanceolate e lobate, con margini dentati, che ricordano la forma dei denti di leone. Il fusto è un gambo cavo, liscio e lattiginoso, che termina in un’infiorescenza giallo-dorata chiamata capolino. Il capolino è composto da due file di foglioline piegate all’indietro, che fungono da calice, e contiene centinaia di piccoli fiori ermafroditi a forma allungata. Gli stami sono saldati a formare un tubo, mentre l’ovario contiene un solo ovulo. L’impollinazione avviene soprattutto tramite insetti, ma può avvenire anche per azione del vento. Dopo la fioritura, da ogni fiore si sviluppa un frutto secco chiamato achenio, dotato di un pappo bianco formato da peli che facilitano la dispersione dei semi grazie al vento. La fioritura avviene principalmente in primavera, ma può prolungarsi fino all’autunno.
Diffusione e Distribuzione
Il tarassaco cresce spontaneamente in zone di pianura fino a 2000 metri di altitudine, ed è presente soprattutto in climi temperati. Si adatta a diversi tipi di terreno ed esposizione, preferendo però suoli sciolti e spazi aperti, esposti al sole o in ombra parziale. In Italia si trova comunemente in prati, terreni incolti, sentieri e margini stradali.
Curiosità
Il tarassaco è una pianta versatile con numerosi usi culinari e medicinali.
In cucina: Le foglie giovani sono consumate in insalata, da sole o miste, e in alcune regioni sono tradizionalmente servite con uova sode durante le scampagnate di Pasquetta. In Liguria, le foglie entrano nel ripieno dei pansotti. I petali possono essere aggiunti a insalate o conservati sott’olio o sott’aceto, e i fiori possono essere fritti in pastella. Le radici tostate sono utilizzate per preparare un surrogato del caffè chiamato “caffè di tarassaco”. Esistono varietà coltivate appositamente per uso alimentare.
In fitoterapia: È usato per trattare disturbi epatici, biliari, reumatici, spasmodici e come blando lassativo e diuretico. Alcuni studi suggeriscono che il tarassaco possa interferire con l’interazione tra il recettore ACE2 e la proteina spike del virus SARS-CoV-2. È anche impiegato per la disappetenza e disturbi digestivi.
Apicoltura: Il tarassaco è molto visitato dalle api, che ne raccolgono nettare producendo un miele monoflorale di ottima qualità.
In sintesi, il tarassaco è una pianta preziosa per le sue molteplici proprietà culinarie, terapeutiche e per il suo ruolo ecologico nella produzione di miele.