Nocciolo

Nocciolo-Pianta
Corylus avellana
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Ordine Sapindales
Famiglia Sapindaceae
Genere Genere spp.(species plures)
ORIGINE NOME
Il nome del nocciolo ha differenti origini. La prima è greca, infatti il nome specifico del nocciolo deriva dal greco κόρυς, che tradotto significa elmo. Le seconda è celta, dove la pianta prendeva il nome da kurl. Il nome che conosciamo oggi invece, deriva da Avella, comune in provincia di Avellino, zona nota sin dall’antichità per la coltivazione di noccioli.

DESCRIZIONE
La pianta del nocciolo ha un portamento a cespuglio o ad albero. Se coltivata, essa può raggiungere un’altezza massima di 8 m. Il nocciolo ha foglie semplici, cuoriforme e a margine dentato. È una che si riproduce tramite polline, latifoglia e con crescita rapida. Il frutto, la nocciola, è avvolto da una protezione da cui si libera dopo la maturazione e cade. Esso è commestibile e viene usato crudo, cotto o macinato in pasta, inoltre è ricco di un olio usato sia nell’alimentazione che dall’industria cosmetica. Il legno del nocciolo è elastico e leggero, e non è adatto quindi per sostenere masse pesanti. Infatti, sin dall’antichità veniva usato per costruire ceste e recinti.

DIFFUSIONE E DISTRIBUZIONE
L’area geografica naturale del nocciolo è europeo-caucasico. Esso è diffuso soprattutto in Inghilterra, nella Penisola iberica, in Francia, nell’ Italia centro-settentrionale, soprattutto nelle zone di Napoli, in Sicilia, nelle pianure del Volga, in Svezia, in Germania e nella zona balcanica. Queste informazioni rivelano la sua capacità di sopravvivere sia al clima rigido e freddo della Scandinavia, che al clima torrido della Spagna. Il nocciolo si genera ad un’altitudine collinare medio-montana, soprattutto su terreni calcarei, ovvero ben drenati, fertili, profondi e soprattutto semi-ombreggiati. L’habitat naturale nel quale lo si può trovare sono i boschi di latifoglie, come nel caso del Parco delle Roggie, anche se il nocciolo può diffondersi in piccoli boschi su zone rocciose, in concomitanza con aceri i pioppi.

CURIOSITA’
Per la civiltà contadina, il nocciolo è sempre stato un albero magico, in quanto il suo cespuglio era probabile covo di masche (streghe del folclore piemontese) o di fate. Inoltre, un raccolto abbondante era segno di fertilità per la famiglia, mentre un bastone di nocciolo era lo strumento del rabdomante, uomo che praticava le arti divinatorie. Esso ha avuto grande impatto anche sulla simbologia medica, al punto che il simbolo del dio Esculapio, il simbolo delle odierne farmacie, è infatti un ramo di nocciolo con due serpenti attorcigliati. Gli uomini soggetti dal problema della calvizie si spalmavano ogni giorno la testa con olio di nocciola. Esso è, inoltre, efficacissimo contro il verme solitario, se lo si mangia ogni mattina a digiuno. Un’ultima curiosità riguarda il suo legno, infatti da esso è possibile ricavare della carbonella che, se mescolata a zolfo e nitrato di potassio, formava la polvere pirica, la cosiddetta polvere da sparo. La corteccia, ricca di tannino, era usata per impacchi da applicare alle vene varicose. Inoltre, i fiori e le foglie essiccate sono ottimi regolatori per intestino e purificano l’apparato vascolare, agendo da antinfiammatori.

Fitolacca-Fiore
Fitolacca-Fiore
Fitolacca-Fiore