Ambrosia

Ambrosia-Fiore
Ambrosia artemisiifolia
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Genere Heliantheae
ORIGINE DEL NOME
Il nome del genere Ambrosia deriva dal greco ambrosía, il cibo che dava l’immortalità agli dei, a sua volta derivato da ámbrotos, che significa “immortale”. Probabilmente questo nome è legato al fatto che la pianta è molto resistente, tanto da essere considerata infestante. Il nome scientifico attualmente accettato, Ambrosia, è stato proposto da Carl von Linné, biologo e naturalista svedese.

DESCRIZIONE
Le piante del genere Ambrosia raggiungono mediamente un’altezza di 1-2 metri, formando cespugli o arbusti. Le specie spontanee europee presentano due tipi di ciclo biologico. Sono tutte specie monoiche, ovvero i fiori maschili e femminili sono separati ma presenti sulla stessa pianta. La maggior parte delle specie è cenerina-villosa (cioè grigia e pelosa), mentre alcune sono glabrescenti (cioè senza peli).

DIFFUSIONE E DISTRIBUZIONE
Il genere Ambrosia comprende circa una trentina di specie, prevalentemente di origine americana. In Italia, ad eccezione dell’Ambrosia marittima, tutte le altre specie spontanee sono considerate esotiche naturalizzate. Sono erbe infestanti che possono causare allergie e crescono in prati asciutti e soleggiati, lungo argini, margini di strade e terreni abbandonati. Ambrosia è presente nelle regioni temperate dell’emisfero boreale (America del Nord e Eurasia) e del Sudamerica. Delle cinque specie spontanee italiane, solo due vivono in zone montuose.

CURIOSITÀ
L’Ambrosia è associata mitologicamente all’immortalità. Nella mitologia greca, è menzionata nella storia di Dioniso, dio del vino, che si narra fosse nutrito con ambrosia alla nascita, sottolineando la sua natura divina. Nella tradizione tardo-romantica, questa sostanza celeste è stata talvolta reinterpretata come una fragranza divina anziché un cibo tangibile. L’ambrosia compare anche nella letteratura classica, come nell’Odissea di Omero, dove simboleggia il mantenimento della forza e dell’immortalità degli dei attraverso il consumo di questo nettare divino.