Alianto
| Ailanthus altissima | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| Divisione | Magnoliophyta |
| Classe | Magnoliopsida |
| Ordine | Sapindales |
| Famiglia | Simaroubaceae |
| Genere | Ailanthus |
Il termine scientifico per il genere Ailanthus ha origine dal malese ailant o aillanitol, che si traduce come “albero che raggiunge il cielo”.
L’inserimento della lettera h nel nome, assente nella versione malese, è dovuto all’influenza del termine greco anthos (ἄνθος), che significa “fiore”.
La denominazione della specie evidenzia la rapida crescita in altezza caratteristica di questo albero.
Il nome comune “albero del paradiso”, in italiano, richiama proprio questa eccezionale velocità di crescita, quasi come un desiderio frenetico di ascendere verso il cielo.
DESCRIZIONE
L’Ailanto è un albero di dimensioni medie, che cresce molto rapidamente e può raggiungere altezze comprese tra i 17 e i 27 metri.
Le foglie sono composte da 11 a 41 foglioline lanceolate.
Produce piccoli fiori bianchi raccolti in grandi infiorescenze tra maggio e luglio.
I frutti sono samare con semi centrali e ali ritorte che ne facilitano la disseminazione tramite il vento.
Il legno è adatto per la produzione di cellulosa e come combustibile.
L’Ailanto è noto per:
l’odore amarognolo delle foglie
il profumo simile alla vaniglia estratto dalle radici.
È considerato invasivo in molte regioni e può risultare dannoso per la flora indigena e la salute umana.
DIFFUSIONE E DISTRIBUZIONE
Originario della Cina e dell’Estremo Oriente, è stato esportato in molte altre regioni come pianta ornamentale.
Tuttavia, è diventato invasivo in:
Europa
Nord America
Australia
Sud America
È una specie preoccupante dal punto di vista ambientale per la sua capacità di adattamento e propagazione.
CURIOSITÀ
In Cina, alcune parti dell’Ailanto sono utilizzate nella medicina tradizionale per trattare:
dolori articolari
malattie della pelle
È molto resistente all’inquinamento atmosferico e al suolo contaminato, perciò viene spesso piantato in aree urbane difficili.
Nonostante la sua reputazione negativa, produce fiori profumati che attirano api e impollinatori.
Il suo legno leggero e resistente è usato per:
cellulosa
compensato
legna da ardere
Le foglie contengono sostanze chimiche tossiche e sono resistenti al fuoco, qualità che favorisce la rapida colonizzazione di nuovi territori.
Il contatto con le foglie può causare irritazioni cutanee e respiratorie in persone sensibili.
Le colonie dense che forma possono soffocare la vegetazione nativa e ridurre la biodiversità.