LICEO ARTURO TOSI X PARCO DELLE ROGGIE







Chiesa Santa Maria Nascente - Interni

Madonna del Latte

Madonna del Latte

Il quadro è di origine bizantina ed è posto sull’altare maggiore. Esso rappresenta la Madonna delle Grazie che allatta il figlio, tenendolo seduto su un cuscino posato sul suo grembo. Quest’ultimo porta due bracciali con appesa una croce di corallo rosso. È inoltre presente un cardellino posato sulla mano bambino, il che allude alla passione di Cristo. Secondo una leggenda, durante la passione del Signore, il cardellino si era messo ad estrarre le spine presenti nella corona sulla testa di Gesù; l’uccellino viene trafitto a sua volta, sporcandosi così col sangue di Cristo. Per tale motivo viene spesso rappresentato nei dipinti con la testa rossa. Sulla testa dei due protagonisti si trova l’aureola; essa, però, è stata coperta da una coroncina d’oro, sporgente rispetto al dipinto, aggiunta successivamente. Alle spalle della figura della Madonna è posto un velo con dei motivi floreali a melograno. Attorno all’antico affresco della Madonna delle Grazie, il pittore Turri di Legnano aggiunse nel 1806 il cielo e, sottostante ai due protagonisti, delle nuvole rette da tre angioletti. Infine, nella parte bassa del dipinto venne rappresentata la città di Arconate com’era al tempo, con sopra i profili delle case contadine la Chiesa della Beata Vergine delle Grazie, parrocchiale di santo Eusebio e la villa Taverna. Sotto ai nuovi colori sparì dunque la figura del trono su cui era seduta la Grazia, la corona e l’aureola; furono infatti aggiunte successivamente delle corone dorate sulle loro teste, le quali sporgono dal dipinto.

Reliquiario e Busti dei Santi

Le testimonianze rimaste di un passato così ricco ed attento non sono molte; all’interno della chiesa, però, è situato il reliquario ligneo (cm 91 x 69 x 18), dorato e di struttura architettonica barocca che presenta alcune ridipinture. In esso sono conservate le reliquie dei sette santi sopra citati: Fiora, Vittore, Agapito, Modesto, Antonino, Simplicio e Teodosio. Di probabile committenza Arconati, è quindi in connessione ai quattro reliquiari a busto, datati 1740, (cm 73, senza aureola, x 41 x 21) in rame sbalzato argentato su anima di legno, dei SS. Agapito, Vittore, Modesto e Fiora, le cui reliquie sono conservate in una piccola teca posta nella parte anteriore, in basso; i busti presentano un restauro recente, realizzato dall'Istituto Beato Angelico di Milano nel 1989.

Madonna Bruna - Madonna del Rosario

Madonna Bruna



La Madonna bruna, situata in mezzo al coro e sopra l’altare (cm 160 x 60 x 50), in legno dipinto, anch'essa riferibile al XVIII secolo, i cui colori sono alterati per interventi successivi e di cui è documentato un restauro, affidato al sig. Giovanni Poretti, condotto negli anni 1935-1938. Si narra inoltre di una leggenda che ha come protagonista questa statua. Essa racconta che nel 1700 alcuni uomini trovarono una Madonna in mezzo ad un campo, tra Arconate ed Inveruno, e la portano nel Santuario Santa Maria Nascente. Questa rappresentazione della Santa Maria inizia ben presto ad essere acclamata e idolatrata da molti abitanti. Ella, però, doveva rimanere in una posizione ben precisa, ovvero rivolta verso un campo, in direzione di Inveruno. La leggenda entra in gioco proprio per questa caratteristica, infatti si dice che ogni volta che la si provava a spostare accadeva qualche evento naturale, quali epidemie o tempeste, che impediva il trasporto. Gli uomini di chiesa decisero, dunque, di riporla nella Chiesa di Arconate a tempo indeterminato.

Natività

Natività



Il dipinto, realizzato da Andrea Previtali e datato 1520, è stato donato dalla nobile famiglia Arconati Visconti, probabilmente nel XVII secolo da Galeazzo. La piccola pala rappresenta la Sacra Famiglia con tre angeli che gli stanno intorno: due inginocchiati ai lati e il terzo fluttua sopra la scena. Il tutto si svolge in un edificio diroccato ed invaso da piante infestanti. Ai lati due squarci luminosi mostrano la campagna circostante. La tela presenta una particolare attenzione per la figura di san Giuseppe: il Bambino, infatti, sorretto dalla Vergine e posto su un cuscino appoggiato ad un piedistallo marmoreo, si volge proprio verso il padre putativo, che s’inchina devotamente accarezzandogli la mano. A rimarcare questo aspetto, sul plinto in rilievo è raffigurato il ramo di giglio fiorito e la colomba posata sul fiore centrale, che rimandano allo sposalizio con Maria. La disposizione a triangolo dei personaggi riprende quella del Bellini, mentre gli angeli, soprattutto quello centrale, rimandano al Lotto con le vesti mosse dal vento. Le due aperture sul territorio invece richiamano i paesaggi del Giorgione e del Dürer.

Madonna con Bambino

Madonna con bambino



La tela, di datazione piuttosto recente (fine XIX - inizio XX secolo), raffigura la Vergine con il Bambino attorniata da quattro angeli adoranti.

Sacra famiglia

Madonna con bambino



L'affresco, collocato all'interno dell'ampio coro e datato 1749, è una testimonianza importante per collocare cronologicamente l’intervento di ampliamento del presbiterio della chiesa, avvenuto nella pima metà del Settecento. Vi è rappresentata la Sacra Famiglia, sovrastata da angeli e protomi angeliche: San Giuseppe, in basso a destra, è colto nell’atto di indicare la Vergine che, a sua volta, mostra il Bambino a due figure di supplicanti, sulla sinistra. In alto, a coronamento della finta cornice, un cartiglio recita: “FAMILIAM SACRAM SUPPLEX FAMILIA DEPRECATUR” (la famiglia prega la Sacra Famiglia).

Organo

Organo



L'organo risalente al 1600, acquistato nel 1801 dalla chiesa di S. Stefano pieve di Gallarate, trasportato ad Arconate a cura di Eugenio Biroldi, è tuttora funzionante ed è stato suonato da compositori importanti. Restaurato totalmente nel 1998, fa parte degli antichi organi del Milanese e rappresenta un simbolo distintivo della Chiesa.

LAPIDE Carlo Arconati Visconti

Lapidi commemorative




Il monumento funebre di Carlo Arconati Visconti è eretto nella chiesa della Beata Vergine delle Grazie di Arconate, addossato alla parete destra nei pressi dell'altare e di fianco a quella di Francesca Teresa Busca Arconati Visconti. Alla sommità del monumento è rappresentato un medaglione con il suo profilo. Lo stemma di Arconati Visconti riprodotto su questa lapide rappresenta uno scudo che riporta due volte l'aquila della famiglia belga degli Scockart, conti di Tirimont, affiancate da due bisce dei Visconti mentre il centro è occupato dallo stemma della famiglia Arconati. Sopra la corona di marchese sono posti tre elmi, con rappresentati un pellicano simboleggiante la carità, un'aquila che rappresenta la potenza e la vittoria ed un leone che raffigura la forza; ai lati dello scudo un'aquila ed un grifone (simbolo della vigilanza) reggono lo stemma. Il basso rilievo, invece, rappresenta la Madonna col Bambino e San Giovanni Battista.

Lapide Francesca Teresa Busca Arconati Visconti

Lapidi commemorative




La lapide è in marmo e ricorda la sepoltura di Francesca Teresa Busca Arconati Visconti, murata all'interno della chiesa della Beata Vergine. All’interno della lastra commemorativa è rappresentato tra i fregi lo stemma di Busca Arconati Visconti; l'aquila e l'albero sulla sinistra rappresentano le insegne della famiglia Busca, mentre a destra sono riconoscibili quelle degli Arconati Visconti.In questo santuario erano presenti numerose icone mariane, le quali sono divine poiché rappresentano la Madonna.